Nel respiro del paesaggio mediterraneo – Nardò, luglio 2025

Nel respiro del paesaggio mediterraneo – Nardò, luglio 2025

Finalmente mi sono organizzato con Antonio per fare il sopralluogo rimandato già troppe volte. Arrivati sul posto le idee di trasformazione prendono subito (e istintivamente) il sopravvento su ciò che è presente. Ma cosa c’è effettivamente? Una siepe di alloro, alcuni Brachychiton sparsi e spaesati che languono conficcati nella roccia, come sono. L’incolto delle sterpaglie inaridite domina lo spazio. Noi sappiamo distinguere in questo tentativo di delegittimazione estetica il silenzio vegetativo mediterraneo. Ecco alcune rocce che emergono dalla coltre di terra rossa. Possono essere il punto di partenza dell’osservazione, il centro di cristallizzazione delle forme da dare al giardino. Idee ispirate dal luogo. Emergono idee di frammenti di paesaggi del pianeta: di Australia, di Sudafrica, di Cile, di California. Rimanere confusi è forse la forma migliore di essere fedeli ai luoghi. Non offendere il paesaggio è dovere categorico oltre che prioritario. Rimaniamo leggeri, leggibili, lasciando possibilmente che il paesaggio prosegua la sua storia. Possiamo integrarci senza cancellare il carattere del clima nei tempi lunghi che hanno conformato la terra. Non resta che fare di tutto per adattarsi al li (modello organico taoista) che spesso non ha altra forma che quella di una energia sottile. Finché non fluiamo in questa corrente estatica, che pervade il luogo, non facciamo altro che offendere e violare. Parafrasando, possiamo dire che al paesaggio comandiamo solo obbedendogli. Impariamo dai luoghi, impariamo da coloro che hanno saputo intervenire nei luoghi. Luoghi che ci piacciono di cui non sappiamo ancora dire il motivo. Luoghi dove si ritorna finalmente a respirare bene. Finocchi selvatici* ondeggiano nella brezza torrida riflettendo l’”alta nota gialla” di questo fine luglio.

*Anethum foeniculum L.